fiscaforum
E' vero, sono tanti i problemi del mondo che parlare delle malefatte fiscali potrebbe sembrare superfluo. Però quando anche in questo ambito il buon senso viene annientato, la legge interpretata in senso univoco, allora forse bisogna parlarne, magari facendo satira. Rendiamo pubbliche allora le malefatte fiscali, commentiamole, facciamo a pezzi gli abusi d'autorità.
13 febbraio 2006
10 febbraio 2006
Non scassate i cabasisi, le esternazioni del PG Balestra
Sullo sfondo del "Fiscogate", parafrasando il commissario Montalbano, il PG Bruno Balestra ha detto bello e tondo: "non scassate i cabasisi che già sto affaccennato assà".
Qualche osservatore attento, politico e non, qualche domanda se l'é posta perché giustamente risulta incomprensibile la categorizzazione del crimine secondo Balestra. Perché lo spaccio, la violenza carnale, l'omicidio sì e invece "Fiscogate", "Swissair", "SUVA" no? Non intendo rincarare la dose: propongo anzi di dare una carezza benevola sulla nuca all'ingenuo Bruno che un po' di male se lo è procurato da solo e in immagine qualche punto l'ha perso. Perdoniamolo e dimentchiamo il suo sfogo. Poniamoci piuttosto un quesito fondamentale e cioè a sapere cosa ha spinto il PG a fare la sparata. Ebbene il magistrato ci fornisce con il suo agire la prova incontestabile che il sistema di nomina dei magistrati basato su criteri di appartenenza politica invece che di capacità professionale è sbagliato e mina l'obiettività e l'indipendenza dell'inquirente in indagini che vanno a toccare direttamente o indirettamente l'ambiente politico.
Montalbano sì che sa come gira il mondo: "Hai visto che gli sta capitando ai giudici di Mani pulite? Gli viene rinfacciato che sono loro i responsabili dei suicidi e delle morti d'infarto di alcuni imputati. Sul fatto che gli imputati erano corrotti e corruttori e si meritavano il carcere si sorvola: secondo queste anime belle il vero colpevole non è il colpevole che, in un momento di vergogna, si suicida, ma il giudice che l'ha fatto vergognare. E ora basta parlare di questa storia, se l'hai capita, l'hai capita. Se non l'hai capita, io non ho più gana di rispiegartela. E ora lassami travagliare." (La Luna di carta, Andrea Camilleri, Sellerio Editore Palermo, 2005, p. 173 s.)
Che abbia ragione il Bruno allora? Non facciamo denuncia per certe cose, che altrimenti ci va di mezzo lui.
fiscabomber
P.S.: mentre scrivevo queste righe Dillena stava facendo il suo pezzo sull'argomento...lui è proprio inquadrato nel sistema. Avete notato la differenza di approccio? Inchiostro a litri per parlare di politica, ma dei problemi di giustizia zero. A volte mi sembra di essere un extraterrestre.
09 febbraio 2006
Otto Ineichen ci da speranza ovvero l'IVA e la realtà
Leggo oggi sulla rivista "Panorama" edita dall'Unione delle Bance Raiffeisen l'editoriale firmato da Otto Ineichen, intitolato "Più coraggio nelle riforme". Otto Ineichen è imprenditore e Consigliere nazionale PLR. Con il suo scritto egli mi da speranza perché ero convinto che dalla torre d'avorio bernese non ci si rendesse conto di cosa accade nel Paese reale. Egli con le sue righe dimostra che non è vero, ecoovi alcuni stralci citati dal suo articolo:
"Un aspetto che mi preoccupa non poco è la mancanza di coraggio nell'attuazione di riforme. L'economia privata è costretta alle riforme, mentre lo Stato continua ad ignorarne le necessità... (vi tralascio il commento sulle razioni del personale federale alle proposte di riforme perché tanto lo sanno tutti che sono state affossate dall "casta degli intoccabili") ...Quest'anno sono entrate in vigore 215 nuove ordinanze, e tutte comportano ulteriori oneri per le PMI. Nel campo dell'IVA la situazione è addirittura grottesca: di fatto, si costringe ogni piccola PMI ad accantonare fondi (visto che comunque tu lavori gli scugnizzi riscuotono il pizzo grazie a una normativa trappola, ndr.), sottraendoli così all'innovazione. La pratica dei controlli IVA ha perso qualsiasi contatto con la realtà."....
Bravo Signor Ineichen, la sua presenza in Parlamento è preziosa! Ci auguriamo che la speranza che ci infonde diventi realtà.
Con ammirazione
fiscabomber
02 febbraio 2006
Errori di calcolo ovvero Siegenthaler usi il pallottoliere
Massimo Tognola, incavolato come non mai, mi ha sottoposto il seguente testo che, per ora, non è stato pubblicato da Corriere del Ticino, La regione e Giornale del popolo a cui è stato inviato ieri pomeriggio (1 febbraio 2006). Stiamo a vedere se uno dei tre avrà il coraggio di renderlo pubblico... specialmente La regione: infatti un suo giornalista ne ha ripreso il contenuto in una intervista a una radio privata. Eccovi la chicca:
A pranzo i miei figlioli mi hanno fatto notare che se commettessero un errore di 1.7 miliardi sarebbero costretti a farmi firmare il compito in classe. In Svizzera un errore di preventivo di 1.7 miliardi di sonanti franchi viene definito una sorpesa! In alcuni casi persino gradita! Un errore del genere è mai possibile che sia gradito? Una sorpresa? Ma i preventivi non si fanno per evitarle, le sorprese?!? Nessuno al mondo, a partire dal buon padre di famiglia fino a un governo, può prendere delle decisioni senza sapere quali siano i mezzi finanzairi a disposizione. Da troppo tempo (non è infatti il primo anno che accade) a Berna sbagliano a far di conto me di conseguenza si giustificano balzelli e tagli: aumenti e/o introduzioni di tasse su rifiuti, traffico pesante e non, sorveglianza delle professioni più disparate, carburanti, tariffe postali, aumento dell'età del pensionamento, tagli su personale, sussidi, cultura, servizi sociali. Nel quadretto non manca nemmeno la giustificazione per lo sguinzagliamentio di agguerriti ispettori IVA, AVS e delle imposte dirette alla caccia di contributi con mezzi degni dei Bravi di manzoniana memoria o dell' Inquisizione e con l'appoggio di tribunali accondiscendenti. Per forza! Il governo lavora su cifre da profondo rosso quando sono su tonalità del rosa! Che voglia di farmi una fondazione di famiglia... ma a Panama! Invito qualche lettore italofono che frequenta i corridoi di Palazzo a riferire queste mie righe ai destinatari: signor Peter Siegenthaler abbia la gentilezza di farsi da parte. Si rammenti che nel privato sarebbe a casa già da ieri e senza farsi troppo pregare; signor Rudolf Merz è ora che si metta a dirigere il dipartimento smettendola così di limitarsi a fare il portavoce dei suoi poco capaci subalterni. In questo paese credo che cominciamo ad essere in molti ad essere stufi di essere presi per allocchi da un governo deficiente (dal latino deficere...tanto per evitare querele).
Massimo Tognola Caneggio

